Regione LombardiaUnione Europea

PORTALE SERVIZI PUBBLICA UTILITA'

Deflusso Minimo Vitale

Il DMV è stato introdotto e regolamentato dal legislatore in epoca piuttosto recente (anni ’80). La disciplina rilevante in materia di DMV è data dall’insieme di varie disposizioni nazionali (Legge 102/1990, Legge Galli e Dlgs 152/1999), regionali (PTUA incluse le relative NTA e D.G.R.. 6232/2007) e facenti capo all’Autorità di Bacino del fiume Po (Delibera 6/1992 e Delibera 7/2002). Tali disposizioni concorrono, nel loro complesso, alla definizione ed alla quantificazione del DMV, nonché a disegnare un iter finalizzato alla sua progressiva applicazione.

Più di recente la materia è stata disciplinata dal  D. Lgs 152/99 e s.m.i.

Con Deliberazione del 28 luglio 2004 n. VII/1048, il Consiglio Regionale ha approvato, ex art. 45 c. 3 della L.R. 26/2003 l’“Atto di indirizzo per la politica di uso e tutela delle acque della Regione Lombardia - Linee guida per un utilizzo razionale, consapevole e sostenibile della risorsa idrica”. In conformità alla Delibera 7/2002 dell’Autorità di bacino del fiume Po, il DMV viene definito come: “il deflusso che, in un corso d’acqua deve essere presente a valle delle captazioni idriche, al fine di mantenere vitali le condizioni di funzionalità e di qualità degli ecosistemi interessati” e  che il calcolo del DMV debba essere effettuato sulla base della formula contenuta in quella stessa Delibera.

Con D.G.R. 29 marzo 2006 n. 8/2244 è stato approvato il Programma di tutela ed uso delle acque della Regione Lombardia, nel quale (artt. 31-36) è ripresa la nozione di DMV di cui all’Atto di indirizzi, nonché la formula indicata dall’Autorità di bacino, individuando come valore della componente idrologica il 10% della portata media naturale annua in tutta la Regione.